Incontro con Enrico Stropparo in dialogo con Giuliano Menato
Teatrino Collezione Costenaro, venerdì 20 marzo 2026 ore 18:30
Erano diversi anni che Enrico Stropparo non affrontava l’impegno di una mostra personale: il critico Giuliano Menato è però riuscito nell’intento di farlo uscire dagli ampi spazi della sua casa-orto-laboratorio per una nuova occasione pubblica.
“Tra materia primaria e immagine contemporanea” è infatti il titolo della nuova mostra, inaugurata sabato 7 marzo e aperta fino al 12 aprile 2026. Un’occasione rara di poter vedere quasi un’antologica delle sue opere scultoree, comprese le ultime fatiche dedicate al tema del paesaggio.





Stropparo fa parte di una schiera di artisti che nell’ambito novese-bassanese ha saputo individuare un originale approccio alla materia. Lo ha fatto con l’attenzione alle locali produzioni artigiane, pratica da lui vissuta nel laboratorio di Alessio Tasca per alcuni anni, ma sopratutto scegliendo di attenersi ad una ricerca formale e tecnica senza compromessi.
Sul piano cronologico le geometrie e le strutture d’ispirazione architettonica presenti nei primi lavori degli anni ‘70 e inizio ‘80,vengono sostituite alla fine del decennio da pezzi unici: Le porte. Ed è proprio con una porta che egli vince il Premio Faenza; di quella serie un esemplare straordinario fa parte della Collezione Costenaro.
A quelle opere faranno poi seguito le Sfere e gli Altari e successivamente altre forme di costruzione in ragione di una maggiore propensione installativa. Ecco quindi che negli anni Duemila sono numerose le opere tematiche: Superfluo, Proemium, Incontro, Vibrazioni apocalittiche, Derive, Geoidi, Rifiorir di terre, Fiori della vita.
Come sottolinea Menato nel testo che accompagna l’esposizione ; «Giova dire che Stropparo è sempre stato aperto all’innovazione, non si è mai confinato nella ritualizzazione delle proprie pratiche tradizionali. Anzi. Ha cercato di distillare la sapienza antica del lavoro e di nutrirla continuamente di nuove acquisizioni sperimentali, di nuove aperture di confronto, di scambi problematici con altre discipline. E ciò senza tradire la propria identità, senza cristallizzarla in sterili conservatorismi. […] l’apprezzamento dei valori della forma: l’armonia, l’essenzialità, la purezza incorruttibile della geometria, l’apprezzamento della materia allo stato puro. Non inquina la funzione destinata agli oggetti per ottenere effetti di puro decorativismo, conferisce agli oggetti l’essenzialità strutturale degli elementi primari desunti dalla geometria, realizza le sue forme con il materiale più adatto ad esprimerle. »
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L’appuntamento della rassegna 70 + 40 + 190 = 300 storie POP, a cura di Eleonora Zampieri e Marco Maria Polloniato, è ospitato nel Teatrino della “Collezione Costenaro” ogni terzo venerdì del mese. La partecipazione è gratuita con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti.
È possibile vedere la registrazione dell’evento sulla pagina Facebook Costenaro Assicurazioni.
Info e prenotazioni al 0424 382586 – 379 1282153 – collezione@costenaroassicurazioni.it
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Foto: Archivio Enrico Stropparo, Collezione Costenaro
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