Costenaro e l’arte

Gli ariosi spazi della sede Unipol a San Giuseppe di Cassola si caratterizzano per la presenza di moltissime opere d’arte: quadri e opere grafiche, sculture, arazzi e fotografie. Una collezione costituita nel corso di oltre quarantacinque anni da Ivano Costenaro, iniziata agli esordi del suo lavoro come agente di assicurazione e arricchita pian piano fino alle dimensioni attuali

L’interfacciarsi con lavoratori, fossero essi operai o imprenditori, lo ha avvicinato anche ad una genia di artisti e artigiani apparentemente locali, ma di fama internazionale. Sulla traccia dei ricordi la genesi stessa della collezione va ricondotta ad uno scambio inusuale con cui acquisì le prime serigrafie, precisamente quelle di Tono Zancanaro. Pur possedendo già alcuni complementi d’arredo in ceramica dal design internazionale prodotti nei comuni limitrofi, quelle prime opere d’arte hanno dato il la ad una passione che dura tutt’oggi. Il legame col territorio gli ha permesso di conoscere e discorrere con gli autori dei loro percorsi artistici, intrecciando con molti di loro una duratura amicizia. L’esperienza e una sensbilità maturata lentamente lo ha anche spinto a rendersi partner e sostenere inziative sportive e culturali con le quali ha dato lustro anche a figure e personaggi rimasti nell’ombra.

La collezione è ben visibile sia negli uffici che nei corridoi di accesso e collegamento alla struttura. Tra di essi il caltagironese Andrea Parini, autentico rinnovatore della Scuola d’arte a Nove, e i padovani Tono Zancanaro, artista figurativo tra i più noti anche in ambito ceramico, ed Elio Schiavon, ceramista di Abano Terme. Molti i rappresentanti dell’ambito bassanese, artisti riconosciuti a livello internazionale come Antonio RielloRenato MeneghettiClaudio BrunelloRoberto Lanaro e soprattutto la generazione di quelli che hanno segnato il rinnovamento in un felice connubio artistico-artigianale-imprenditoriale del dopoguerra. Tra essi Gigi Sabadin, geniale ideatore di mobili perfetti, Renata Bonfanti e i suoi preziosi arazzi, Giovanni Petucco e Pompeo Pianezzola con le rispettive declinazioni decorative che dalla lezione di Picasso passava lentamente all’informale, assieme a Giuseppe Lucietti, Cesare Sartori Alessio Tasca, docenti e titolari di laboratori ceramici in cui si son formati molti altri nomi noti presenti in collezione: Candido Fior, Enrico Stropparo, Nico Toniolo. Questi ultimi fanno parte di una generazione che trova anche in Toni Zarpellon, Antonio Bernardi e Franco Rigon dei sicuri rappresentanti di un’arte che guarda anche al sociale e al politico. Accanto a loro anche la tedesca Lee Babel, che ha saputo integrare felicemente soluzioni architettoniche e decorative in ceramica.

Gradita al pubblico e conosciuta anche per il gadget delle “musine” è Vania Sartori che, assieme alla leggerezza delle opere di Nicoletta Paccagnella e alla vitale grazia di Vittore Tasca, si pongono quali rinnovatori delle esperienze precedenti. Accanto a loro vale la pena menzionare il contributo alla reinvenzione dell’arte del vasaio operata da Luigi Bertoin, nonché le visioni oniriche di Gianluca MorlinStefano BertoncelloToni Visentin e Michele Grigoletto. Altri nomi presenti sono quelli del veneziano Giordano Giampaolo, bassanese d’adozione e della pittrice padovana Debora Antonello. La rappresentanza dei novesi continua col cucaro Domenico Poloniato e con i visionari Mario Mossolin e Floriano Gheno. Legati a Bassano del Grappa sono invece lo scultore Natalino Andolfatto, l’orafo Antonio Padino, l’eclettico Orfeo Bonato Adriano Bergozza, le cui opere si integrano e dialogano tra loro. Dalla vicina Marostica Mario Pozza, pittore informalee e Gigi Carron, autentico cantore della cittadina scaligera, nonché il designer Angelo Spagnolo Daniele Marcon, sono parte integrante di ricerche personali legate alle sue colline e ai colori percebili nel confine tra pianura e prime propaggini montane. Altri rappresentanti dell’arte fittile sono il ferrarese Riccardo Biavati e l’atestino Alfredo Dal Santo, originali innovatori e riconsciuti maestri.

Gradita al pubblico e conosciuta anche per il gadget delle “musine” è Vania Sartori che, assieme alla leggerezza delle opere di Nicoletta Paccagnella e alla vitale grazia di Vittore Tasca, si pongono quali rinnovatori delle esperienze precedenti. Accanto a loro vale la pena menzionare il contributo alla reinvenzione dell’arte del vasaio operata da Luigi Bertoin, nonché le visioni oniriche di Gianluca MorlinStefano BertoncelloToni Visentin e Michele Grigoletto. Altri nomi presenti sono quelli del veneziano Giordano Giampaolo, bassanese d’adozione e della pittrice padovana Debora Antonello. La rappresentanza dei novesi continua col cucaro Domenico Poloniato e con i visionari Mario Mossolin e Floriano Gheno. Legati a Bassano del Grappa sono invece lo scultore Natalino Andolfatto, l’orafo Antonio Padino, l’eclettico Orfeo Bonato Adriano Bergozza, le cui opere si integrano e dialogano tra loro. Dalla vicina Marostica Mario Pozza, pittore informalee e Gigi Carron, autentico cantore della cittadina scaligera, nonché il designer Angelo Spagnolo Daniele Marcon, sono parte integrante di ricerche personali legate alle sue colline e ai colori percebili nel confine tra pianura e prime propaggini montane. Altri rappresentanti dell’arte fittile sono il ferrarese Riccardo Biavati e l’atestino Alfredo Dal Santo, originali innovatori e riconsciuti maestri.

 

 L’attenzione per l’arte guarda anche ai più giovani artisti come Paolo Pol Polloniato Saul Costa e, ma anche a dei nomi rimasti ingiustamente sconosciuti al grande pubblico. Con attività espositive realizzate in loco o in ambiti popolari, quali ad esempio la vicina sagra di San Giacomo di Romano d’Ezzelino, Ivano Costenaro ha permesso la riscoperta di personaggi eclettici del calibro di Gianni Polerti, geniale creativo e imprenditore prematuramente scomparso.

Anche la fotografia ha un posto di rilievo specie quando i soggetti scelti dai evidenziano ancora una volta il legame col territorio d’elezione. Ecco quindi gli scatti di Bassiano Zonta che in diverse occasioni hanno raccontato buona parte delle generazioni d’artiste citate, ma anche il taglio dinamico e attuale degli scatti di Alessandro MolinariFabio Zonta e Barbara Beltramello.

 

 

Su tutti gli artisti presenti in collezione, uno emerge con forza per numero di opere presenti e qualità delle stesse: Federico Bonaldi. All’artista bassanese Ivano Costenaro è particolarmente legato per un rapporto di amicizia durato fino alla morte, occorsa nel 2012, e l’impegno profuso nella grande antologica organizzata al Museo civico di Bassano del Grappa nel 2015 ne è la dimostrazione pubblica. A ben guardare quell’amore solidale per un personaggio unico è pienamente percepibile nella cura con cui sono disposte le innumerevoli opere presenti: l’ufficio personale di Ivano, nella sua apparente e strabordante caoticità, lo rende esplicito con il suo personale motto: “faccio assicurazioni e amo la ceramica”.

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